Il trattorino Tim e l’autunno d’oro

In fondo al prato, vicino a un grande campo, viveva un piccolo trattore blu di nome Tim. Se ne stava nel suo capanno a guardare dalla finestrella il grano dorato.

Ogni mattina il contadino Leo andava nel campo e diceva:
— Che raccolto abbondante quest'anno! Dobbiamo portarlo a casa prima che arrivi la pioggia.

Tim voleva tanto aiutare, ma era piccolo, e le macchine grandi erano forti. Il contadino prendeva sempre quelle.

Un giorno Tim sentì delle voci:
— La mietitrebbia si è rotta! Che facciamo?

Tim uscì dal capanno. La sua vernice blu brillava al sole.
— DRUM DRUM! Aiuto io! — ruggì il suo motorino.

Il contadino Leo rise:
— Sei piccolo, Tim. Farai fatica.

Ma Tim andò nel campo. Tirò un carretto dopo l'altro, pieno di grano dorato. Le sue ruotine giravano senza fermarsi mai. Quando il sole fu alto, Tim aveva già fatto cinque viaggi.

Verso mezzogiorno, due bambine vicine, Lilla e Nina, arrivarono di corsa:
— Guarda, il trattorino lavora! Aiutiamolo!

Raccoglievano le spighe cadute dal carretto e le mettevano in ordine. Poi arrivò il nonno Beppe con la pala, e la nonna Rosa portò un rastrello.

Prima di sera, tutto il campo era raccolto. Il grano stava nel granaio, una montagna d'oro fino al soffitto.

Il contadino Leo accarezzò il cofano caldo di Tim:
— Tu hai cominciato, Tim, e tutti hanno visto che bisogna aiutare.

Quella notte Tim se ne stava nel capanno. Il suo motore si raffreddava piano. Fuori dalla finestra brillava la luna, e nel granaio profumava di pane fresco: la nonna Rosa aveva già sfornato la prima pagnotta.

Tim chiuse i fari e si addormentò. Sognò il campo, ora vuoto, pronto per il riposo invernale. E nel capanno faceva caldo e pace.