La Piccola Bucaneve cerca il sole

Sotto la neve spessa, nella terra buia, dormiva la Piccola Bucaneve. Era così piccina che stava nel palmo di una mano.

Un mattino si svegliò.
— Voglio vedere il sole! — sussurrò.
Ma intorno era tutto scuro e freddo. La neve pesante stava sopra come una coperta.
— Resta qui, — brontolò Nonno Radice. — Fuori è ancora inverno. Fa freddo!
— Io vado lo stesso, — disse piano Bucaneve.

Si stirò verso l'alto. Prima infilò un filo di stelo nella terra. La terra era umida e pesante. Bucaneve spinse, spinse, e finalmente sbucò fuori!
Ma davanti a lei c'era la neve. Bianca, fredda, spessa.
— Oh, che gelo! — esclamò Bucaneve, e tremò tutta.
— Torna giù! — brontolaro i Sassolini. — Ti congelerai!

Bucaneve si fermò. Faceva davvero tanto freddo. Lo stelo tremava, le foglioline si rannicchiavano.
Ma lassù, in alto, splendeva il sole. Bucaneve ne sentiva il calore.
— Devo andare, — sussurrò.
E riprese a spingersi su. La neve scricchiolava, si rompeva, le cadeva sulla testa. Bucaneve si faceva strada, anche se le foglie tremavano e lo stelo si piegava.

E all'improvviso – luce!
Calda, dorata, dolce: il sole la guardò dritto negli occhi.
— Oh! — sussultò Bucaneve, e aprì il suo fiorellino blu.
Il sole la scaldò, l'abbracciò coi suoi raggi. Bucaneve sorrise e brillò di piccole gocce d'acqua sui petali.
— Guardate! — gridarono i Passeri sull'albero. — Il primo fiore! È arrivata la primavera!

Bucaneve stava sul prato di neve, piccola e blu. Intorno c'era ancora la neve, ma lei era lì, sotto il sole.
Un'Ape volò fino a lei.
— Grazie, Bucaneve, — ronzò. — Tu per prima ci hai mostrato la primavera.
Bucaneve scosse la testolina. Non disse niente. Stava lì, al sole, e sorrideva piano.
E intorno, la neve cominciava a sciogliersi.